Valentino Braitenberg
Museo di Scienze e Archeologia
Borgo Santa Caterina, 41
Rovereto (TN)
26 giugno 2026 - 18 ottobre 2026
mostra temporanea
La mostra "Valentino Braitenberg. Dalla cibernetica alle neuroscienze" al Museo di Scienze e Archeologia è un percorso da vivere in prima persona, tra biografie e postazioni interattive, per scoprire il pensiero di uno degli scienziati più visionari del Novecento.
Un viaggio diviso in due grandi anime: una prima sala dedicata alla sua vita, per scoprire la dirompente genialità dell'uomo, e una seconda "sala delle esperienze", per toccare con mano e sperimentare le sue teorie più celebri.

La prima area della mostra celebra il volto umano e intellettuale di Braitenberg, la cui carriera internazionale ha attraversato i centri d'eccellenza della scienza mondiale.
Dagli studi in medicina e neurologia tra Innsbruck e Roma, all'incontro con i pionieri della cibernetica alla Yale School of Medicine, fino alla fondazione dell'Istituto Max-Planck per la Cibernetica Biologica a Tubinga e alla guida del Laboratorio di Scienze Cognitive di Rovereto.
Ad arricchire il racconto, una selezione di oggetti personali restituisce il carattere e le passioni dello scienziato: il microscopio storico del Max-Planck-Institut, il suo celebre violino, costruito dal liutaio Umberto Lanaro con legno secolare per eguagliare l'acustica degli Stradivari, le amate tabacchiere, scritti originali e la commossa lettera manoscritta inviata alla città di Rovereto nel 2002.

La seconda sala trasforma invece il visitatore in ricercatore, attraverso tre postazioni dedicate. Nella prima, il pubblico potrà controllare veicoli fisici su percorsi luminosi e sperimentare in prima persona il paradosso di Braitenberg: l'irresistibile tendenza umana ad attribuire emozioni ai semplici movimenti di una macchina. Nella seconda, dopo aver guidato un veicolo virtuale tramite controller, un sistema di intelligenza artificiale analizzerà ritmo, direzione e distanza dagli ostacoli, restituendo la propria interpretazione emotiva del comportamento. Un terzo settore esplora infine il legame tra estetica e biologia attraverso una selezione di Lepidotteri curata dallo stesso Braitenberg: i colori e le forme sulle ali delle farfalle, simili all'arte figurativa e astratta, sono in realtà inconsapevoli messaggi di sopravvivenza rivolti ai predatori.
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L'esposizione è curata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promossa dal Comune di Rovereto, con il patrocinio gratuito di Fondazione Caritro, con il sostegno di Provincia autonoma di Trento e Cassa Rurale AltoGarda - Rovereto.
Evento inaugurale a cura del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive e del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento.
Progetto e curatela: Gionata Stancher

