
Tempeste Solari di 7.000 Anni Fa: A Caccia dell'Evento Miyake nel Legno Neolitico per Svelare Antichi Segreti
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Il laboratorio di dendrocronologia del Museo ha ricevuto il 2 dicembre 2025 la visita di due studiosi, il prof. Albert Hafner dell’Università di Berna (CH) e il prof. Alessandro Vanzetti dell’Università di Roma “La Sapienza”. La visita aveva come scopo la ricerca del Miyake event negli anelli di piante vissute settemila anni fa.
Il Miyake event (o evento Miyake) consiste in un’intensa e improvvisa attività solare che provoca un significativo aumento della quantità di isotopi radioattivi come il carbonio 14 (14C) negli anelli degli alberi e nei ghiacci polari. Gli eventi Miyake sono attribuiti a potenti eruzioni solari o altre forme di attività solare estrema che inondano la Terra con radiazioni cosmiche ad alta energia. Le particelle cosmiche interagiscono con l’atmosfera terrestre, producendo isotopi radioattivi che si accumulano negli strati atmosferici, si depositano nei ghiacci e vengono assorbiti dagli alberi. Il legno trattiene le tracce di radiocarbonio integrandolo nei propri anelli annuali. Gli alberi infatti ogni anno crescono, aggiungendo uno strato di legno, racchiudendo così informazioni preziose, comprese quelle sulle tempeste solari.
Il Miyake event prende il nome dalla fisica giapponese Fusa Miyake che li ha identificati per la prima volta in uno studio pubblicato nel 2012 ed è stato osservato inizialmente negli anelli di alberi vissuti nel 774 e nel 993 d.C. Un importante episodio di tempesta solare si è verificato anche nel 5259 a.C. Il deposito del laboratorio di dendrocronologia della Fondazione Museo Civico possiede centinaia di campioni di legno risalenti al sesto millennio a.C. e gli studiosi (il prof. Hafner e il prof. Vanzetti) stanno cercando traccia del Miyake event negli anelli di piante cresciute settemila anni fa.
Questi campioni così antichi provengono dallo scavo archeologico di un villaggio neolitico rinvenuto nel lago di Bracciano in Lazio, in località La Marmotta nel 1992. Il villaggio era costruito sulle rive del lago e, per edificare le diverse strutture dell’abitato, furono prima conficcati nell’argilla del terreno perilacustre molte migliaia di pali per lo più di legno di quercia; i pali avevano dimensioni considerevoli superando a volte i 3,5 metri di altezza, con un diametro oscillante tra i 15 e i 20 cm ma a volte anche superiore ai 30 cm. I pali si sono perfettamente conservati poiché il villaggio è sommerso e giace a circa 6/8 metri di profondità. 2.000 campioni lignei di questo villaggio sono stati sottoposti ad analisi dendrocronologica; sono state costruite dall’Istituto Italiano di Dendrocronologia due curve medie per la quercia: la prima di 248 anni e la seconda di 154 anni, datate con il 14C e risalenti alla seconda metà del sesto millennio a.C.
Potrebbe essere possibile ottenere una datazione più precisa della curva di 154 anni, la più recente, qualora venisse individuato, in uno degli anelli dei campioni che compongono la curva, il Miyake event del 5259 a.C. Con questa metodologia è stato recentemente datato in modo assoluto il sito neolitico di Dispilio in Grecia. Per questo motivo il dott. Stefano Marconi, del laboratorio di dendrocronologia, ha prelevato, su richiesta dei due studiosi venuti a Rovereto, alcuni anelli dai legni provenienti dal villaggio neolitico de La Marmotta al fine di sottoporli ad analisi radiocarbonica per verificare la quantità di 14C presente in ciascun anello. L’analisi verrà effettuata nei laboratori dell’Università di Berna. Nei prossimi mesi sapremo se la memoria della straordinaria tempesta solare del 5259 a.C. è rimasta nei campioni conservati a Rovereto.
a cura di Ivana Pezzo, ambito dendrocronologia Fondazione Museo Civico di Rovereto



